GPL DI ORTONA, NOVITÀ SULLA LORO VIA…MANCATA. IL MINISTERO DELL’AMBIENTE CHIEDE LUMI. LEGGI IL DURO SCAMBIO DI LETTERE.

Comunicato stampa della Stazione Ornitologica Abruzzese dell’11 agosto 2016

GPL di Ortona. Dopo la segnalazione della S.O.A. il Ministero dell’Ambiente chiede lumi alla Regione Abruzzo sulla mancata sottoposizione a V.I.A. nazionale dell’intervento.

Dura e sferzante replica dell’associazione alla nota della regione che cerca di difendere l’indifendibile: “legge inequivocabile, serve ravvedimento operoso“!

Gpl_Ortona_novità

Il Ministero dell’Ambiente ha chiesto lumi alla Regione sulla mancata sottoposizione a Valutazione di impatto Ambientale dell’impianto GPL di Ortona dell’azienda Seastock. Il Ministero è intervenuto dopo che la Stazione Ornitologica Abruzzese Prima_Lettera_SOA_gpl_seastock_15_06_2016aveva, leggi alla mano, evidenziato che la regione Abruzzo aveva sbagliato clamorosamente su due fronti, in primo luogo usurpando competenze nazionali in quanto la procedura spettava al Ministero dell’Ambiente e, in secondo luogo, stabilendo di non sottoporre a V.I.A. l’impianto limitando il procedimento alla semplice fase di assoggettabilità a V.I.A. quando la norma inequivocabilmente richiede la V.I.A. diretta per interventi di questo genere.

Sappiamo dell’intervento del Ministero dalla nota di risposta della Regione Regione_SEASTOCK di Ortona_20_luglio che cerca di difendersi in maniera piuttosto goffa e senza citare le leggi in materia, missiva inviata per conoscenza anche alla S.O.A. L’Associazione ha subito replicato inviando al Ministero dell’Ambiente e alla Regione un’ulteriore e ancora più dettagliata lettera Replica_SOA_gpl_seastock_26_07_2016_replica_alla_regione che evidenzia in maniera ancora più sferzante gli errori clamorosi di procedura compiuti dall’amministrazione regionale. Un intervento di inconsueta durezza, dovuto al disperato tentativo della Regione di difendere l’indifendibile nonostante la prima nota dell’Associazione fosse più pacata e collaborativa nel segnalare l’errore.

L’associazione mette a confronto parola per parola le caratteristiche del progetto con il dettato normativo che impone l’esecuzione di una Valutazione di Impatto Ambientale di livello nazionale. Inoltre, visto che la Regione ha cercato anche di sostenere che l’iter sia stato trasparente, la SOA riporta l’incredibile e per certi versi tragicomica esperienza della pubblicazione dei documenti sul sito regionale non scaricabili e leggibili a causa del formato adottato. La conseguenza è che per la procedura di assoggettabilità un solo soggetto inviò osservazioni mentre quando pochi mesi fa è stata data ampia comunicazione alla fase delle osservazioni per il Piano di Sicurezza ben 1800 tra cittadini ed associazioni hanno partecipato!

Dichiara Augusto De Sanctis, presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese “Ci spiace dover ricorrere a un’ironia a tratti molto dura, pur rimarcando aspetti tecnici della procedura, ma non troviamo giusto che non si ammetta un errore evidentissimo costringendoci a passare le notti per spiegare un problema risolvibile leggendo in un minuto la norma. Se nel Testo Unico dell’Ambiente c’è scritto testualmente che un progetto di terminal con pontile deve essere sottoposto a V.I.A. nazionale e nel progetto Seastock c’è un pontile, si ammette l’errore e si fa la V.I.A. nazionale e basta. Non è equivocabile né interpretabile. Ci aspettavamo una presa d’atto della Regione che invece risponde senza citare le norme ma cercando di svicolare con argomenti laterali e non coerenti. Come direbbero gli avvocati, abbiamo dimostrato per tabulas l’incontrovertibile errore in cui è cascato il Comitato V.I.A. regionale, probabilmente a causa di un’istruttoria non sufficientemente approfondita. Auspichiamo che dopo la nostra seconda nota vi sia un ravvedimento operoso degli enti.

QUI SOTTO LA DURA E SFERZANTE LETTERA INVIATA DALLA STAZIONE ORNITOLOGICA ABRUZZESE

Pescara, 26/07/2016

Ministero dell’AmbienteDIREZIONE VIA – Via C. Colombo 44, 00154 Roma

e p.c.

Direzione Urbanistica e Parchi – VIA, Palazzo Silone, via da Vinci 6, 67100 L’Aquila

OGGETTO: progetto “Seastock” – risposta alla nota Regione Abruzzo RA/168888 – necessità della VIA nazionale – ulteriori osservazioni

Abbiamo letto la nota della Regione Abruzzo in cui si cerca di giustificare l’ingiustificabile e, cioè, la correttezza della procedura di V.A. regionale al posto di una V.I.A. nazionale per l’intervento in oggetto.

Ovviamente riconfermiamo pienamente le precedenti osservazioni che ci parevano puntuali ed inattaccabili. Avremmo francamente cercato di evitare di tornare sull’argomento tanto ci pare chiara la situazione, visto che basta consultare gli allegati del D.lgs.152/2006 per verificare quanto scrivevamo. In ogni caso, riteniamo utile controdedurre quanto scrive la Regione Abruzzo nella sua nota, con la quale ci offre ulteriori spunti di approfondimento e di riflessione.

La Regione Abruzzo sostiene testualmente che il comitato VIA non ha ritenuto di applicare quanto previsto dall’Allegato III (punto h)) nè “tantomeno” quello previsto dall’Allegato II. Riportiamo integralmente il passaggio.

Seastock_ccr_via

Senza leggere i due verbali citati del CCR-VIA uno potrebbe essere portato a pensare che vi sia stata un’approfondita discussione all’esito della quale il CCR-VIA ha preso la decisione (che comunque sarebbe stata sbagliata…) di non seguire quanto disposto chiaramente dal D.lgs.152/2006. In realtà, l’unico riferimento alla categoria di progetto a cui ricondurre l’intervento è rinvenibile esclusivamente in un rigo e un terzo dell’istruttoria degli uffici regionali che presentano il progetto ai membri della Commissione. Questi identificano in maniera attiva e netta come l’intervento sia riconducibile all’Allegato IV punto 8 “Altri progetti” lettera g). Non emergono valutazioni su opzioni diverse. Non si rileva alcuna discussione nel Comitato CCR-VIA che, ammesso e non concesso che si sia accorto della cosa, ha accettato pedissequamente questa, erronea, indicazione.

Riportiamo integralmente il passaggio:

passaggioviaseastock_allegato

Ora, visto che la regione Abruzzo continua a difendere questa scelta, vogliamo confrontare le caratteristiche del progetto con le specifiche delle categorie progettuali del D.lgs.152/2006.

Questo l’estratto dell’Allegato II “PROGETTI DI COMPETENZA STATALE” del D.lgs.152/2006. Cosa dice? Leggiamo: “P-O-N-T-I-L-I“, “S-C-A-R-I-C-O”.

seastock_allegato_II

Le specifiche del progetto le prendiamo direttamente dal Verbale 2470 della Regione Abruzzo. Cosa dice? Leggiamo: “P-O-N-T-I-L-E.”

stoccaggio_caratteristiche_regione

In questo punto le specifiche del progetto sono ancora più chiare. “P-O-N-T-I-L-E”, “S-C-A-R-I-C-A-T-O”

seastock_ulteriori_elementi_impianti

Quali navi accoglierà? Di che stazza? Maggiore di 1.350 tonnellate? Qui la descrizione; leggiamo: “D-I-E-C-I-M-I-L-A T-O-N-N-E-L-L-A-T-E”.

seastock_gasiere

E’ quindi facile concludere che il progetto deve essere assoggettato a V.I.A. nazionale diretta (Art.21 e seguenti del D.lgs.152/2006) a causa del pontile e del terminale per lo scarico delle navi gasiere, rientrando sia nella categoria 11 che nella 12.

Un ulteriore accenno al problema della cassa di colmata.

La colmata è parte integrante e non sostituibile del progetto Seastock, visto che i serbatoi non possono fluttuare nell’aria.

Infatti negli elaborati progettuali è prevista come substrato su cui poggiare i serbatoi.

Ora, il Comitato V.I.A., come avevamo già rilevato nella nostra precedente nota, ha pensato di stralciarla rimandando la sua valutazione ad altra procedura.

Peccato che un progetto deve essere valutato dal punto di vista ambientale in tutte le sue parti per essere approvato, come una montagna di giurisprudenza ha chiarito. Pertanto, in questo caso, la Regione Abruzzo è incorsa in un errore addirittura doppio:

1)ha fatto Salami Slicing;

2)si è assunta anche in questo caso una competenza nazionale, perchè dovendo valutare l’intero progetto in tutte le sue parti la competenza, per via della colmata, sarebbe stata del Ministero dell’Ambiente.

Infatti, nella nota al Ministero, la regione specifica di aver escluso “le opere infrastrutturali…“. Quindi ha approvato un deposito di GPL per ora fluttuante nell’aere, confermando di non aver valutato gli impatti complessivi di tutti gli elementi che compongono il progetto Seastock.

Cosa aggiungere?

Nella precedente nota avevamo evitato, un po’ per orgoglio abruzzese, un po’ per non tediare Codesto Ministero, di trattare questioni collegate alla regolarità dell’iter in relazione alla trasparenza. Però, visto che la regione vi fa accenno, ci permettiamo una brevissima ma, crediamo, tragicomica parentesi sul grado di trasparenza e partecipazione assicurato sul progetto. Descrive il quadro esatto del clima in cui questo intervento è stato esaminato e trattato dalla Regione Abruzzo.

Leggiamo dal Verbale CCR-VIA 2470.

seastock_wwf

Ora, secondo l’estensore dell’istruttoria, il WWF farebbe esclusivo riferimento a problematiche di peso dei file. Mettendo anche un eloquente punto interrogativo sembra dire: “ma cosa stanno dicendo“.

In realtà il WWF (e, preciso, lo scrivente in quel momento non era più di questa associazione) aveva spiegato nei dettagli la problematica. Qui sotto l’estratto dalle osservazioni di quell’associazione.

wwf_seastock

Sono paturnie del WWF?

Ancora dopo qualche mese un giornale online (e anche giornalisti di altre testate di cui lo scrivente può indicare il nome), che si suppone avere competenze adeguate, ha provato a consultare i documenti dal sito dello SRA della Regione Abruzzo. Questo è il lancio della notizia, piuttosto significativo per la pubblica amministrazione, già a partire dall’eloquente titolo “GPL Ortona, i documenti sono online ma è impossibile leggerli. La Regione “tutto regolare” (http://www.primadanoi.it/news/abruzzo/557135/Gpl-Ortona–i-documenti-sono.html).

primadanoiseastock

Invitiamo caldamente a leggere l’intero articolo e i commenti impietosi del giornalista sull’operato della Regione Abruzzo:

ABRUZZO. Come se non bastassero le polemiche politiche e quelle degli ambientalisti che denunciano le incongruenze di un’opera che potrebbe essere quantomeno “impegnativa”.
Purtroppo anche nell’Abruzzo “veloce” targato D’Alfonso si registrano vecchi retaggi che hanno contraddistinto le precedenti amministrazioni, chiuse e restie alla trasparenza “reale”.
Il caso è quello del progetto della Seastock (Walter Tosto) che vuole costruire infrastrutture nel porto di Ortona da adibire a stoccaggio di Gpl, un’opera che dovrebbe servire da volano per l’economia locale e sviluppare l’unico vero scalo commerciale abruzzese. Purtroppo però i documenti della procedura di valutazione di impatto ambientale -che la legge prescrive che vengano pubblicati sul sito della Regione- non sono stati accessibili ai più per ragioni tecniche.

Dunque il cittadino “medio” che avesse voluto controllare, leggere, informarsi sul progetto per poi magari proporre osservazioni non ha avuto in questo caso questa possibilità.
E’ accaduto, purtroppo, che i files messi on line dalla Regione non fossero leggibili oltre che essere di grandi dimensioni pur essendo formalmente nel formato pdf (con firma elettronica). All’apertura con i software più comuni e, dunque, alla portata dei più, risulta impossibile aprirli ed il messaggio di errore parla di “file corrotto”.

Anche PrimaDaNoi.it ha scaricato i files di grandi dimensioni e compressi ed ha tentato di leggere i documenti pubblicati ma le “normali” conoscenze informatiche non ci hanno potuto permettere il superamento della barriera elevata dalla struttura tecnica della Regione. Eppure si tratta di aprire un normale file in pdf…

Ma che ci sia qualcosa che non va lo si evince chiaramente perché il progetto e le carte connesse sono in un formato (diciamo “difficoltoso” da consultare) mentre molti altri documenti sono i normali pdf facilmente leggibili come per esempio le osservazioni del Wwf.
Della cosa si è accorto per tempo anche Augusto De Sanctis ex Wwf (l’unica associazione che ha proposto osservazioni) che ha segnalato più volte la cosa alla Regione.
«La normativa sulle procedure di partecipazione in materia ambientale (come il D.lgs.152/2006) prevedono che tutti i cittadini devono poter avere l’occasione di partecipare al procedimento», ricorda De Sanctis, «di conseguenza, la famosa massaia di Ortona, che ha la casa nei pressi del Porto, venuta a sapere dell’esistenza del progetto davanti al suo naso, deve in primo luogo poter consultare i documenti, che devono essere messi a disposizione online dalla Regione. Le norme comunitarie dicono che non solo gli enti pubblici devono permettere la consultazione ma devono facilitare la partecipazione del pubblico, che entra a far parte integrante della procedura per migliorare la qualità progettuale di un intervento e quella delle decisioni delle istituzioni».
LA REGIONE:«VA BENE COSI’» Lapidaria la risposta del neo direttore generale nonché presidente del comitato Via, Cristina Gerardis, che scrive in sostanza che i files rispondono pianamente a tutti gli standard imposti dalla legge ma scrive anche che i files si aprono con i normali software open source, cosa che però non è. Sarebbe bastato provare per verificare e comunque sarebbe stato auspicabile invece rendere facilmente fruibili tutti i files senza troppi sofismi.

Insomma questa è la trasparenza offerta e se non vi piace tanto piacere.
Così facendo però è difficile non pensare che ancora una volta le istituzioni democratiche non stiano cercando di aggirare una norma chiara e precisa: trasparenza vuol dire condividere contenuti della pubblica amministrazione che siano ovviamente “leggibili” e fermarsi alla “pubblicazione” senza la possibilità concreta della “ facile consultazione” è ancora un volta una barzelletta che non fa ridere.

Ulteriori spiegazioni sulla problematica sollevata dal WWF e così repentinamente (e superficialmente) trattata dalla Regione Abruzzo, le trovate in un articolo che lo scrivente ha dedicato alla vicenda sul proprio blog dal titolo “.p7m! I 25.000 MC DEL DEPOSITO GPL, I RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI E LA MASSAIA DI ORTONA

https://augustodesanctis.wordpress.com/2015/02/17/p7m-i-25-000-mc-del-deposito-gpl-i-rischi-di-incidenti-rilevanti-e-la-massaia-di-ortona/

Invito a leggere, vi è raccontato tutto l’iter che rendeva impossibile consultare il progetto.

Ciò detto, facciamo notare a Codesto Ministero che questi sono i dati relativi alle due procedure attivate per la partecipazione:

a)Procedura per la V.A. Regione Abruzzo: 1 osservazione da una sola associazione, con i problemi sopra descritti;

b)Successiva procedura di partecipazione sulla proposta di piano della sicurezza: 1.800 osservazioni da altrettanti cittadini/associazioni.

osseravzioniGPL

Un rapporto di 1/1.800 non è male come misura dell’indicatore di partecipazione utile a confrontare l’efficacia e la qualità delle modalità di pubblicizzazione della Regione Abruzzo e quella del Comune di Ortona. Quest’ultimo per promuovere la partecipazione ha anche inviato una lettera a tutti i cittadini… .”p7m!” verrebbe da esclamare.

Per le ragioni sopra esposte, ribadiamo la necessità di attivare immediatamente e senza alcun indugio la V.I.A. nazionale sul progetto come previsto dalle norme di legge.

In caso contrario:

a)allungheremo il già chilometrico esposto alla Commissione Europea sullo stato della disapplicazione della V.I.A. in Italia che abbiamo in preparazione;

b)ci riserviamo di proporre ricorso al TAR in caso di approvazione definitiva del progetto (e, qualora il proponente si rifaccia sulla Regione Abruzzo per l’errore commesso penseremo noi a girare il tutto alla Corte dei Conti);

c)segnalaremo alla Regione Sardegna che il Ministero dell’Ambiente ha usurpato le sue compentenze sul progetto GNL del Porto di Oristano;

d)chiederemo alla Regione Abruzzo e alle altre regioni di esaminare loro a livello regionale i progetti di idrocarburi nonostante le modifiche apportate dallo Sblocca Italia. Tanto, come diceva quell’esilarante spot di Corrado Guzzanti che ci sentiremmo di adattare all’occasione? Ah ecco, ricordate? In questo paese “Siamo la casa della Libertà, facciamo un po’ come cazzo ci pare” (https://www.youtube.com/watch?v=f3Ta936Ok5U).

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Siamo convinti che tali spiacevoli evenienze siano facilmente evitabili con la collaborazione di tutti.

Cordiali saluti,

Augusto De Sanctis – Presidente Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS

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