IL METANO IN ITALIA: IL TAP, GLI ALTRI METANODOTTI E GLI STOCCAGGI. IN ITALIA LE INFRASTRUTTURE PER LA GERMANIA.

Ieri la SNAM ha depositato al Ministero dell’Ambiente (sic!) il progetto per connettere il gasdotto TAP in arrivo in salento dall’Azerbaijan al nodo di Brindisi (http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/1579).
tap
Ora, che il TAP arrivasse in Salento e che in Salento non ci fosse il collegamento con il nodo di Brindisi era fatto noto. Come mai, invece, hanno preferito fare due progetti diversi sottoposti a due procedure di Valutazione di Impatto Ambientale distinte (il TAP ha già fatto la sua)? Vi è di più. Da Brindisi parte il metanodotto SNAM rete Adriatica “Brindisi – Minerbio” che passa a Sulmona-L’Aquila sfociando in Pianura padana. Quest’ultimo è stato diviso in 5 lotti, ognuno dei quali ha fatto la sua procedura di V.I.A. Una volta che arriva in Pianura Padana il gas arrivato dall’Azerbaijan cosa fa? Viene iniettato in profondità in diversi mega-stoccaggi gas in Lombardia e Emilia, ognuno dei quali ha fatto la sua procedura di V.I.A. isolata dalle altre.
dialuce7
Un’infrastrutturazione pesante e vincolante del territorio italiano, un quadro di cui praticamente nessuno parla a livello nazionale.
Tra l’altro la Rete nazionale dei gasdotti non è mai stata assoggettata a Valutazione Ambientale Strategica, come avviene in altri paesi. L’ultimo aggiornamento, con l’inclusione del TAP (a posteriori rispetto all’approvazione!), è avvenuto con Decreto direttoriale del 20 ottobre 2015 http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/normativa/decreti-direttoriali/2033504-decreto-ministeriale-20-ottobre-2015-aggiornamento-della-rete-nazionale-dei-gasdotti-al-1-gennaio-2016.
Schermata del 2015-11-12 11:34:15
Schermata del 2015-11-12 11:34:29
Questo Decreto andrebbe impugnato per mancanza della Valutazione Ambientale Strategica.
Chissà perchè le associazioni ambientaliste nazionali non hanno impugnato (almeno così mi risulta) questi decreti ministeriali che aggiornano la Rete nazionale dei gasdotti.
Non solo, poichè manca la V.A.S. dall’inizio, cioè da quando hanno iniziato a costruire questa Rete nazionale, alla prima occasione utile (cioè al primo aggiornamento dopo l’entrata in vigore della normativa sulla VAS in Italia nel 2007) avrebbero dovuto sottoporre a VAS l’intera rete. Tra l’altro questa procedura andrebbe ripetuta ogni volta vi sia una variante sostanziale del Piano o del Programma (e una rete nazionale dei gasdotti cosa è se non un programma?). Negli altri paesi la Rete nazionale dei gasdotti/oleodotti viene assoggettata a V.A.S.
Ad aggravare la situazione è l’aver diviso in almeno 10-15 procedure di V.I.A. diverse un progetto di fatto unitario (e studiato nelle segrete stanze come tale): è un caso di scuola di “salami slicing”. Cioè si spezzetta l’opera in tanti segmentini così…si nota meno e gli impatti complessivi non vengono di fatto valutati. Una modalità vietata a livello comunitario! Ne ho parlato in un altro articolo del mio blog https://augustodesanctis.wordpress.com/2015/03/28/petrolio-v-i-a-e-salami-slicing-un-piccolo-comune-austriaco-batte-i-petrolieri-davanti-alla-corte-di-giustizia-europea/
RetenazionaleGasdotti
In questo caso il “salami slicing” è servito, ovviamente, a non attirare l’attenzione su un’unica grande opera e arrivare finalmente al risultato tanto agognato. Far diventare l’Italia, un paese vulnerabile sismicamente e dal punto di vista idrogeologico, la piattaforma logistica del gas per il Nord Europa, il cosiddetto “hub del gas”. Lo stanno costruendo realmente e non ce ne siamo neanche accorti. Vassalli, se ci va bene. Altri parlerebbero di colonialismo.
Hub_gas
La cosa divertente è che la previsione di far diventare l’Italia “hub del gas” è nella cosiddetta Strategia Energetica Nazionale, varata con un decreto interministeriale dall’allora Ministro dell’Ambiente (sic!) Corrado Clini e dal Ministro Passera.
SEN_hub_gas
Peccato che lo stesso servizio legislativo della Camera dei Deputati sostenga che la Strategia Energetica Nazionale non esiste in quanto la previsione legislativa che la introduceva è stata abrogata con il Referendum sul nucleare del 2011!
Camera_parlamento_SEN
Nonostante tutto ciò il Decreto è stato varato e oggi si fanno andare avanti progetti con una Strategia Energetica Nazionale che non dovrebbe esistere…
Il problema, parlo dei comitati locali di cittadini di cui anch’io faccio parte, è che se non ci sbrighiamo ad essere efficaci a livello nazionale saremo occupati e, spesso, sconfitti in tante lotte locali.
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