PROSPEZIONI PETROLIFERE IN ADRIATICO CON L’AIR-GUN: E LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE TRANSFRONTALIERA?

Il Ministero dell’Ambiente a giugno ha emanato due decreti di compatibiità ambientale (relativi alla Valutazione di Impatto Ambientale) per prospezioni petrolifere che prevedono l’uso della tecnica dell’air-gun su vastissime aree dell’Adriatico.

Il Decreto 103 del 3 giugno 2015 è relativo a due istanze di prospezione presentate dalla Spectrum Geo Ltd denominate “d 1 B.P. -.SP” e “d 1 F.P.-.SP” che riguardano immense aree dell’Adriatico da Rimini al Salento per un totale di 3 milioni di ettari. Tutta la documentazione è consultabile qui:http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/428.

Spectrum

Dopo pochi giorni il Ministero dell’Ambiente ha emanato un secondo Decreto (il D.M.120/2015 del 12 giugno 2015) per il progetto presentato dalla società Petroleum Geo-Services Asia Pacific Pte.Ltd. (permesso “d 2 F.P-.PG”) che riguarda nuovamente vastissime aree del mare pugliese (1,4 milioni di ettari). Tutta la documentazione è consultabile qui: http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/540.

Puglia8

Ora, sia per l’estensione delle aree che per le caratteristiche dei due progetti (uso di potenti fonti di emissioni acustiche che possono viaggiare per chilometri nel mare creando inquinamento acustico) nonchè per le caratteristiche delle specie che subiscono gli impatti (in particolare i cetacei, specie che si muovono molto e certo non rispettano i confini amministrativi…), è evidente che tutto ciò riguarda potenzialmente la porzione di mare Adriatico di pertinenza della Croazia (in base all’Accordo ratificato con D.P.R. 22 maggio 1969 n.830 e con Legge 14 maggio 1977 n.73) e all’Albania (in base all’accordo ratioficato con Legge del 12 aprile 1995 n.147).

SpectrumCroazia

SpectrumAlbania

Recentemente l’EEA (European Environmental Agency) ha pubblicato il dossier sullo Stato dei mari europei. I cetacei sono in forte sofferenza e hanno una prospettiva negativa, come si evince chiaramente da questo schema contenuto nel documento.

SpectrumGeo

Ora, la Convenzione di Espoo del 25 febbraio 1991 sulla Valutazione di Impatto Ambientale in un contesto transfrontaliero prevede una serie di obblighi per lo Stato a cui spetta la valutazione di un progetto che può potenzialmente avere un impatto sui paesi limitrofi.

Sia la Croazia (il 10 settembre 1996) che l’Albania (il 4 ottobre 1991) hanno ratificato la Convenzione. L’Italia l’ha fatto il 19 gennaio 1995. Anche la Comunità europea ha ratificato la Convenzione e le direttive comunitarie sulla Valutazione di Impatto Ambientale prevedono espressamente diversi obblighi sulla Valutazione di Impatto Ambientale transfrontaliero.

L’art.32 del D.lgs. 152/2006 (Testo unico dell’Ambiente) è dedicato integralmente alla questione della Valutazione di Impatto transfrontaliero. Alla fine di questo post trovate l’intero articolo. In sintesi, lo Stato che deve valutare un progetto che può avere impatti transfrontalieri (in questo caso l’Italia) ha l’obbligo di notificare agli altri stati coinvolti il deposito del progetto allegando tutti gli elaborati.

Gli altri stati (in questo caso almeno Croazia e Albania; bisogna approfondire anche la posizione del Montenegro che ha ratificato la Convenzione il 9 luglio 2009) a quel punto hanno 60 giorni per esprimere o meno l’interesse a partecipare alla procedura. Qualora sia espresso l’interesse, lo stato che vuole partecipare ha ulteriori 90 giorni per presentare osservazioni, inviando anche quelle di associazioni e cittadini del loro paese.

Più o meno quanto accaduto per il Piano croato di sfruttamento degli idrocarburi nell’Adriatico, per il quale l’Italia ha, alla fine, notificato alla Croazia il proprio interesse a partecipare. Lì si trattava di una Valutazione Ambientale Strategica transfrontaliera (perchè era un piano), qui invece si tratta di una Valutazione di Impatto Ambientale transfrontaliera (perchè sono progetti).

Il principio però è lo stesso!

Veniamo al punto. L’Italia avrà notificato agli altri paesi il deposito del progetto?

Ho letto entrambi i Decreti di compatibilità ambientale e non ho trovato alcun riferimento a procedure di carattere transfrontaliero.

Sarà il caso di scrivere alla Commissione Europea e di chiedere al Ministero di ritirare questi decreti qualora non sia stata rispettata la procedura. Ne avevo parlato qualche settimana fa con gli amici croati che si stanno battendo contro le trivelle nel loro paese. Sarà il caso di velocizzare, ma è veramente difficile stare dietro a tutto.

Ovviamente rimangono tutte le altre criticità che ho segnalato anche su altri progetti di ricerca e prospezione con airgun: -mancanza di un piano, sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica, in cui inserire per tutte queste iniziative, come addirittura evidenziato anche dalla stessa Commissione VIA nazionale;

-scarsa attenzione al cosiddetto effetto cumulo tra tutti i progetti;

-contraddittorietà tra i dati sullo stato negativo delle popolazioni di cetacei e decisioni che portano ad aumentare la pressione antropica e gli impatti sul mare.

Qui sotto l’art.32 del D.lgs.152/2006

ART. 32. Consultazioni transfrontaliere
(articolo così modificato dall’art. 2, comma 26, d.lgs. n. 128 del 2010)

1. In caso di piani, programmi, progetti e impianti che possono avere impatti rilevanti sull’ambiente di un altro Stato, o qualora un altro Stato così richieda, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del mare, d’intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali e con il Ministero degli affari esteri e per suo tramite, ai sensi della Convenzione sulla valutazione dell’impatto ambientale in un contesto transfrontaliero, fatta a Espoo il 25 febbraio 1991, ratificata ai sensi della legge 3 novembre 1994, n. 640, nell’ambito delle fasi previste dalle procedure di cui ai titoli II, III e III-bis, provvede alla notifica dei progetti di tutta la documentazione concernente il piano, programma, progetto o impianto. Nell’ambito della notifica è fissato il termine, non superiore ai sessanta giorni, per esprimere il proprio interesse alla partecipazione alla procedura. Della notifica è data evidenza pubblica attraverso il sito web dell’autorità competente.
(comma così modificato dall’art. 15, comma 1, legge n. 116 del 2014)

2. Qualora sia espresso l’interesse a partecipare alla procedura, gli Stati consultati trasmettono all’autorità competente i pareri e le osservazioni delle autorità pubbliche e del pubblico entro novanta giorni dalla comunicazione della dichiarazione di interesse alla partecipazione alla procedura ovvero secondo le modalità ed i termini concordati dagli Stati membri interessati, in modo da consentire comunque che le autorità pubbliche ed il pubblico degli Stati consultati siano informati ed abbiano l’opportunità di esprimere il loro parere entro termini ragionevoli. L’Autorità competente ha l’obbligo di trasmettere agli Stati membri consultati le decisioni finali e tutte le informazioni già stabilite dagli articoli 17, 27 e 29-quater del presente decreto.

3. Fatto salvo quanto previsto dagli accordi internazionali, le regioni o le province autonome nel caso in cui i piani, i programmi, i progetti od anche le modalità di esercizio di un impianto o di parte di esso, con esclusione di quelli previsti dall’allegato XII, possano avere effetti transfrontalieri, informano immediatamente il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del mare e collaborano per lo svolgimento delle fasi procedurali di applicazione della convenzione.

4. La predisposizione e la distribuzione della documentazione necessaria sono a cura del proponente o del gestore o dell’autorità procedente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, che deve provvedervi su richiesta dell’autorità competente secondo le modalità previste dai titoli II, III o III-bis del presente decreto ovvero concordate dall’autorità competente e gli Stati consultati.

5. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del mare, il Ministero per i beni e le attività culturali e il Ministero degli affari esteri, d’intesa con le regioni interessate, stipulano con i Paesi aderenti alla Convenzione accordi per disciplinare le varie fasi al fine di semplificare e rendere più efficace l’attuazione della convenzione.

5-bis. Nel caso in cui si provveda ai sensi dei commi 1 e 2, il termine per l’emissione del provvedimento finale di cui all’articolo 26, comma 1, è prorogato di 90 giorni o del diverso termine concordato ai sensi del comma 2.

5-ter. Gli Stati membri interessati che partecipano alle consultazioni ai sensi del presente articolo ne fissano preventivamente la durata in tempi ragionevoli.

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