VADO A FARE IL BAGNO? UN AGGIORNAMENTO SULLE ACQUE DI BALNEAZIONE IN ABRUZZO.

Acque di balneazione in Abruzzo: siamo arrivati quasi a metà del programma di campionamento 2015 da parte dell’ARTA e possiamo iniziare a fare alcune considerazioni.

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Ricordo che, secondo la direttiva comunitaria 7/2006/CE, le acque di balneazione (cioè i singoli tratti costieri aperti alla balneazione) si possono classificare in 4 classi di qualità: ECCELLENTE, BUONA, SUFFICIENTE E SCARSA. Alcuni tratti sono permanentemente chiusi per legge (foci dei fiumi; porti).

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PRENDERE NOTA! La costa abruzzese è suddivisa in tanti tratti aperti o meno alla balneazione. Tutte le informazioni devono essere riportate in apposite tabelle visibili ai bagnanti. Questo è un esempio (da un sito toscano). Esiste, infatti, un preciso obbligo per i comuni ad informare i cittadini sulla classificazione di ogni tratto aperto alla balneazione.

foce-fosso-chiarone

La classificazione viene svolta esclusivamente sulla base di parametri microbiologici (presenza di Escherichia coli ed Enterococchi). Pertanto la balneabilità ha a che fare con la tutela della salute da potenziali microrganismi patogeni mentre non entrano in gioco parametri quali la presenza di altri potenziali contaminanti (ad esempio, il mercurio nei sedimenti ecc.) e l’esposizione ad essi.

IMPORTANTE: tanti tendono a guardare il dato dell’ultimo campionamento. Ai fini sanitari, la Direttiva comunitaria prevede la classificazione sulla base di tutti i risultati degli anni precedenti! Questo perchè un unico campionamento non permette di escludere con sufficiente sicurezza la presenza di potenziali patogeni nell’immediato futuro. Quindi la classificazione è necessaria per cercare di evitare problemi futuri usando tutti i dati disponibili del recente passato. Ovviamente in un tratto di mare dove non si sono mai riscontrati superamenti dei limiti negli ultimi 4 anni si avrà una scarsissima probabilità di avere problemi in futuro. In questi tratti consultare l’ultimo dato permette solo di confermare quanto noto in precedenza, cioè che non è sopraggiunto un problema.

Invece in un tratto di mare dove negli anni precedenti sono stati registrati superamenti dei limiti è più alto il rischio di avere nuovamente criticità. Questa è la logica della classificazione, che attualmente è fatta con i dati del quadriennio 2011-2014. Il prossimo anno, nel 2016, vi sarà la classificazione definitiva con 5 anni di campionamenti (con i dati, quindi, dal 2011 al 2015).

I dati, continuamente aggiornati, possono essere facilmente consultati sul sito del Ministero della salute http://www.portaleacque.salute.gov.it e sul portale dell’ARTA http://www.artaabruzzo.it/applications/balneazione/

Sul sito del Ministero trovate anche i grafici degli andamenti dei valori dei parametri di legge (Escherichia coli e Enterococchi) sia per l’anno in corso che per l’anno precedente.

Inserisco i grafici per due tratti con andamenti, nel 2014, molto diversi, per far capire quanto è importante sapere la “storia” pregressa dei risultati delle analisi per capire il grado di sicurezza a fini sanitari di un tratto di mare per la balneazione. Nel primo caso i microrganismi sono risultati sempre assenti nel 2014 ed è facile prevedere che anche nel 2015 non vi saranno problemi. Nel secondo caso ci sono ampie fluttuazioni, con ben due campionamenti oltre i limiti di legge. Da notare che in altri periodi l’acqua rientrava nei parametri. Se uno consultasse solo una di queste analisi arriverebbe ad una conclusione del tutto errata sullo stato di quel tratto di mare! Voi vi fareste il bagno in un acqua del genere?

Balneazione_eccellente

Balneazione2014_chiusa

La condizione del mare abruzzese, purtroppo, è una delle peggiori in Italia e in Europa. Lo dicono i dati ufficiali. Secondo il recente rapporto della Agenzia dell’Ambiente Europea l’83% delle acque di balneazione europee è in stato eccellente, in Abruzzo solo il 40%. Consiglio caldamente di leggere il rapporto che è scaricabile qui: http://www.eea.europa.eu/publications/european-bathing-water-quality-in-2014

BalneazioneEEA

Avevamo già presentato qualche mese fa, sulla base di questi dati ufficiali, il confronto impietoso con le regioni limitrofe (https://augustodesanctis.wordpress.com/2015/04/07/tutti-al-mare-la-qualita-delle-acque-di-balneazione-in-abruzzo-marche-puglia-ed-emilia-romagna/).

Avevamo anche notato che la Giunta Regionale aveva tenuto aperti alla balneazione nel 2015 ben 15 tratti classificati in qualità SCARSA sulla base dei dati dal 2011 al 2014.

Balneazione_allegatoB1

Come è possibile, se la direttiva comunitaria prevede che per i tratti classificati in questa classe sia previsto il divieto di balneazione? Qui sotto il passaggio della Direttiva.

BalneazioneDirettiva

La Giunta, nella Delibera di approvazione della classificazione 2015 (dati 2011-2014), ha inserito un passaggio a mio avviso fortemente criticabile.

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Cioè la giunta ha dovuto riconoscere che i tratti sono in condizione di qualità SCARSA ma ha ritetenuto che non siano situazioni di inquinamento “conclamato”. Stiamo parlando della Foce del Vibrata! Della Foce del Saline! Ma vi pare possibile?

Ora, basta fare una semplice ricerca online per trovare una caterva di documenti che testimoniano lo stato comatoso di questi fiumi e il ripetersi di situazioni di inquinamento facilmente prevedibili.

Ora, applicare quello che mi appare come escamotage, non mi sembra giusto, in quanto stiamo parlando della tutela della salute di cittadini, bambini ed anziani compresi.

A riprova della scarsa capacità previsionale della Giunta possiamo vedere cosa sta accadendo in questi 15 tratti.

Come era facilmente prevedibile, i dati dei primi tre mesi di monitoraggio evidenziano che ben 8 tratti su 15 (più del 50%) hanno avuto almeno un caso di superamento dei limiti di legge nel 2015!

Qui riporto qualche esempio (dati ARTA 2015). In rosso i superamenti. In ogni caso consiglio di seguire e consultare, come detto, i siti dell’ARTA e del Ministero della Salute per i dati completi.

Via Balilla a Pescara

balneazione_via_balilla

Fosso San Lorenzo a Francavilla al mare

BalneazioneFossoSanLorenzo2015

A mero titolo di esempio, questo è l’andamento dei dati nel 2014 nel tratto considerato.

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I tratti a nord e a sud del Vibrata

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A mero titolo di esempio, questo è l’andamento dei dati nel 2014 nel tratto Nord del Vibrata.

balneazione_nord_vibrata_2014

Se guardiamo la classificazione della Regione Abruzzo del Fiume Vibrata nel triennio 2010-2012 scopriamo che si tratta di una delle situazioni più compromesse in Abruzzo, fatto noto da un decennio almeno!

balneazioneVibrata

A mio avviso si sta cercando disperatamente di rinviare un problema che esploderà in tutta la sua gravità nel 2016, quando, dopo 5 anni di dati, i tratti che saranno classificati in qualità SCARSA dovranno essere chiusi alla balneazione.

Credo che trattare con trasparenza questo problema e dire con chiarezza che ci sono grandi criticità, sia il primo passo per assicurare un futuro diverso ai nostri fiumi e dare finalmente sicurezza al comparto turistico della regione.

P.S. qualcuno continua ad usare strumentalmente i dati dell’inquinamento dei fiumi abruzzesi e dei tratti costieri per sostenere la deriva petrolifera. E’ l’ennesima riprova della profonda e diffusa ignoranza delle problematiche ambientali. L’inquinamento di tipo microbiologico è facilmente reversibile, basta far funzionare bene i depuratori. Uno sversamento di petrolio in mare determina la dispersione di inquinanti che rimangono nell’ambiente per decenni. Ad esempio il catrame può rimanere sul fondo per anni contaminando anche la catena alimentare. Senza considerare che un grande sversamento in mare determinerebbe una crisi acuta con conseguenze catastrofiche sull’ecosistema colpito. Inoltre in una condizione già critica non si possono aggiungere nuove forme di pressione su un ambiente già sottoposto a stress antropogenici.

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