ARRIVA IL DEPOSITO PER I RIFIUTI NUCLEARI. A BREVE LA MAPPA DEI SITI IDONEI MA PRIMA UN VIDEO DA NON PERDERE.

In questi ultimi giorni si moltiplicano articoli di stampa sulla procedura di localizzazione del deposito unico per i rifiuti nucleari in Italia. Sull’argomento presto ne vedremo delle belle. Io ho già visto un video da non perdere perchè dice tanto sulla spinosa questione e aiuta ad orientarsi!

DepositoMontagne Un’immagine estratta dal video

Dal 2014 è, infatti, partita la procedura tecnica per l’individuazione del sito sul territorio nazionale, dove stoccare permanentemente (per 300 anni) le scorie a bassa e media attività e, provvisoriamente, anche le scorie ad alta attività.

A regolare la materia è il Decreto 31/2010 che trovate qui http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2010;031

Il deposito, è così definito nel Decreto:

i) "deposito nazionale" e' il  deposito  nazionale  destinato  allo
smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti  radioattivi  a  bassa  e
media attivita' derivanti da  attivita'  industriali,  di  ricerca  e
medico-sanitarie e dalla pregressa gestione di impianti  nucleari  ed
all'immagazzinamento, a  titolo  provvisorio  di  lunga  durata,  dei
rifiuti ad alta attivita' e del combustibile  irraggiato  provenienti
dall'esercizio di impianti nucleari,  compresi  i  rifiuti  derivanti
dalla pregressa gestione di impianti nucleari.

Si prevede di stoccare in un deposito nazionale di superficie 90.000 mc di rifiuti, 75.000 mc in via definitiva e 15.000 mc (quelli ad alta attività) in via provvisoria in attesa di individuare un sito sotterraneo idoneo (nel mondo non ne esiste uno).

La società SOGIN S.p.a. (http://www.sogin.it/it/pagine/default.aspx) è la società dello Stato addetta alla costruzione e gestione del deposito. Questa società è stata criticata in passato sia per l’atteggiamento avuto nella scelta del sito di Scanzano jonico nel 2003 sia per più recenti vicende legate a consulenze e appalti: http://www.lettera43.it/cronaca/inchiesta-appalti-expo-sogin-e-le-super-consulenze_43675129376.htm

L’area occupata dal deposito di superficie dovrebbe essere di 150 ettari e deve rispondere obbligatoriamente ad alcuni criteri localizzativi dettati da questo documento dell’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione dell’Ambiente Guida Tecnica 29.

In poche parole, in questo documento ci sono dei “criteri di esclusione”, come, ad esempio, la distanza minima dalla costa che deve essere maggiore di 5 km; la quota che non deve essere minore di 20 metri sul livello del mare; la distanza minima di 1 km dalle principali arterie ecc. Inoltre ci sono altri “criteri di approfondimento” che non portano direttamente ad escludere aree ma ad ulteriori verifiche.

Praticamente sovrapponendo alla mappa dell’Italia queste informazioni e “ritagliando” le aree da escludere, si perverrà alla mappa dei siti potenzialmente idonei.

Gis_mappa_nationalgeographic

Questa mappa, che sarà presentata a breve, si chiamerà Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (CNAPI) e sarà sottoposta ad un percorso pubblico per le osservazioni da parte di cittadini, comuni ecc.

SOGIN spera che qualche comune all’interno di queste aree si faccia avanti per ospitare il sito. Una volta terminato questo percorso il Governo deciderà dove localizzare il Deposito nazionale con un decreto. Durante il percorso per la scelta del sito del deposito la SOGIN produrrà il progetto preliminare dell’impianto.

In sintesi questo schema riporta l’intero iter.

timelinedeposito

Attualmente le scorie (il 60% dallo smantellamento delle centrali nucleari chiuse e il 40% da attività mediche, industriali e di ricerca) sono stoccate in decine di siti sparsi per la penisola, in alcuni casi in situazioni che paiono precarie.

Qui sotto riporto la mappa di questi siti di stoccaggio pubblicata oggi dalla Gazzetta del Mezzogiorno.

MappaSogin

LA MIA POSIZIONE: LA TEORIA

In teoria penso che queste scorie debbano essere messe in sicurezza. Nella pratica, il mio giudizio sull’iter attivato deriva da quanto reputo credibile il percorso e chi è coinvolto (Governo ecc.). Ovviamente sono considerazioni personali.

LA MIA POSIZIONE: LA PRATICA

Per decidere la mia posizione pratica, mi è bastato vedere il video pubblicato con grande enfasi sulla home page della Sogin http://www.sogin.it/it/sala-stampa/video-gallery/il-deposito-nazionale-e-parco-tecnologico.html e sul canale youtube di Sogin.

depositobicicletta

Ecco, io non mi fido per principio di chi presenta una questione seria e delicata come un deposito nucleare cercando di indorare la pillola con alberelli, vasi, biciclette e tanto verde, ingegneri che paiono sorridere alla camera immaginaria e maneggiano scorie che ti possono ammazzare smantellando una centrale nucleare.

depositoingegnere

Un video in cui si cita solo “en passant” e solo a voce che nel deposito ci metteranno provvisoriamente anche 15.000 mc di rifiuti ad alta attività. Al minuto 1.42 del video, nello stesso identico momento in cui nel sonoro si dice che ci piazzeranno anche le scorie ad alta attività, compare questa immagine:

depositovideo

Cosa capirà il cittadino medio guardando il video? Capirà che sul suo territorio arriveranno, almeno provvisoriamente, 15.000 mc di rifiuti ad alta attività per i quali dovranno trascorrere migliaia di anni prima che diventino innocui? Secondo me no!

Tra l’altro dovrei segnalare a Sogin (ma su youtube non lo posso fare perchè i commenti sono disabilitati…) che nel video, proprio all’inizio, proprio quando compare la scritta “Deposito nucleare…” appaiono per sfondo quelle che appaiono come montagne.

DepositoMontagne

Ricordo che tra i criteri di esclusione vi sono le zone a quota maggiore di 700 metri (criterio 6) e aree i cui versanti presentano pendenze medie maggiori del 10% (criterio 7)…

HISTORIA MAGISTRA VITAE

In Italia quasi tutte le grandi opere pubbliche (MOSE, Expò, TAV ecc.) sono finite in grandi scandali, spesso con conseguenze anche sull’ambiente e sulla qualità delle opere (in questo caso devono resistere almeno 300 anni, per le scorie a bassa e media attività; molto di più per quelle ad alta). Il “sistema paese” garantirà un futuro diverso a quest’altra grande opera del valore di oltre un miliardo di euro?

Recentemente il Governo ha indicato Antonio Agostini per la nomina a capo dell’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nazionale e la Radioprotezione, l’Autorità nazionale che dovrebbe, tra l’altro, sorvegliare l’attività di SOGIN. Per Agostini la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per abuso d’ufficio e turbativa d’asta http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Chiesto-il-rinvio-a-giudizio-per-il-segretario-generale-Ambiente-5b98954b-9446-4fc6-aae2-ec3c293acb7c.htmlNon ho trovato, purtroppo, articoli di come sta andando avanti questa procedura.

La cosa divertente è che Agostini era stato nominato dal Ministro Corrado Clini (che poi è stato arrestato per corruzione per altre questioni) quale responsabile dell’anticorruzione all’interno del Ministero dell’Ambiente (ora Agostini è stato sostituito).

Il Presidente dell’ISPRA è Bernardo De Bernardinis, condannato in secondo grado al processo a L’Aquila per la commissione grandi rischi (http://www.abruzzo24ore.tv/news/Sentenza-d-Appello-Grandi-Rischi-De-Bernardinis-per-i-giudici-rassicuro-gli-aquilani/151803.htm).

Ovviamente tutte persone innocenti fino all’ultimo grado di giudizio (per Agostini qualora vi sia un rinvio a giudizio).

Delle consulenze alla Sogin abbiamo già detto. Sicuramente la società avrà chiarito, verificato ed eventualmente risolto tutte le problematiche citate.

Potrei aggiungere qualcosa (anzi, più che qualcosa) della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile fondata da Edo Ronchi sostenuta, secondo il sito della società, dalla SOGIN. Come mai una società di Stato sostiene una Fondazione privata di un ex Ministro dell’Ambiente, fondazione che ha numerosi partner privati?

Ecco, il quadro appena dipinto, ma è una mia opinione, non mi porta da cittadino ad avere cieca fiducia delle Istituzioni coinvolte, prima ancora di parlare di Sogin.

I TEMPI

Per le scorie a bassa e media attività SOGIN dovrebbe assicurare la sorveglianza del sito per 300 anni.

Queste pretese mi fanno sorridere. Secondo voi Napoleone nel 1800 avrebbe potuto garantire qualcosa per il 2015 (e sono passati “solo” 215 anni!). Cioè questi signori ci assicurano che questo deposito passerà indenne attraverso guerre, conquiste, stravolgimenti economici, sociali ed ambientali?

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2 risposte a “ARRIVA IL DEPOSITO PER I RIFIUTI NUCLEARI. A BREVE LA MAPPA DEI SITI IDONEI MA PRIMA UN VIDEO DA NON PERDERE.

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