MINISTERO DELL’AMBIENTE, QUANDO TROPPI IDROCARBURI DANNO ALLA TESTA – LA PAZZA V.I.A. DI UN POZZO IN MOLISE

Questa è la storia di un pozzo di petrolio. Un’altra trivella chiamata a bucare il fertile suolo italiano, per la precisione a Rotello in provincia di Campobasso, in Molise.

La società Adriatica Idrocarburi, dell’ENI, ha richiesto a marzo 2015 al Ministero dell’Ambiente una domanda di compatibilità ambientale (procedura di Valutazione di Impatto Ambientale – V.I.A.) per lo scavo di un pozzo e l’eventuale coltivazione del giacimento nella concessione Masseria Verticchio. Avevo parlato tempo fa di questo pozzo all’avvio della procedura (http://wp.me/p5yal4-5D). Si tratta di una zona a rischio di terremoti forti.

Questo l’annuncio che era apparso sul quotidiano Il Centro a marzo (cliccare per ingrandire).

Schermata del 2015-05-09 19:47:32

La scadenza per le osservazioni era fissata al 10 maggio 2015. Ancora pochi minuti fa il sito del Ministero dell’Ambiente riportava questa data. Quindi i cittadini molisani (e non solo) dovrebbero affrettarsi? Manca solo un giorno?

Schermata del 2015-05-09 19:44:46

Giovedì scorso, 7 maggio, mentre ero a Trento, ero indeciso se scrivere le osservazioni. Mancava poco, abbiamo da fare mille cose per la manifestazione del 23 maggio a Lanciano. Sarà che amo il Molise, sarà per i legami familiari, decido di dedicarmi un po’ al progetto e di scrivere le osservazioni per il Forum dell’Acqua.

In una pausa, mi distraggo un attimo leggendo Il quotidiano Il Centro, sempre di giovedì 7 maggio.

In maniera fortuita l’occhio mi cade su un annuncio dell’Adriatica Idrocarburi. Si tratta di un pozzo a Rotello!

Mi dico: un altro pozzo e un’altra procedura V.I.A.? Nello stesso comune? Possibile? A soli due mesi di distanza?

Metto a confronto i due annunci.

Identici, il pozzo è lo stesso. Un unico, piccolo, particolare è diverso. Lo vedete evidenziato qui sotto. Hanno depositato il progetto anche nel comune limitrofo!

Schermata del 2015-05-09 19:48:53

Cerco di ragionare. Ricontrollo il sito del Ministero. Niente, scadenza per le osservazioni: 10 maggio. Possibile? Se si tratta di una ripubblicazione dovrebbero ripartire i termini, altri 60 giorni per i cittadini (quindi metà luglio).

Decido di chiamare il Ministero dell’Ambiente. Mi passano una funzionaria. Cade dalle nuvole, si prende il mio numero. Gentilmente, mi richiama dopo essersi informata.

Mi dice “ci siamo accorti che gli impatti del  progetto riguardano potenzialmente anche un altro comune per cui abbiamo chiesto noi di ripubblicare. Quindi i termini ripartono“.

Una piccola soddisfazione: finalmente, dopo tante osservazioni su altri progetti, al Ministero si sono accorti che il Decreto legislativo 152/2006 (http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2006_0152.htm#022), all’art.23 comma 3, obbliga a depositare gli atti non solo nel comune dove fisicamente ricadono le opere ma anche nei comuni dove ci possono essere impatti!

3. La documentazione è depositata su supporto informatico ovvero, nei casi di particolare difficoltà di ordine tecnico, anche su supporto cartaceo, a seconda dei casi, presso gli uffici dell’autorità competente, delle regioni, delle province e dei comuni il cui territorio sia anche solo parzialmente interessato dal progetto o dagli impatti della sua attuazione.”

Molti attivisti e – a giudicare da diversi progetti che ho consultato – molti funzionari non conoscono questa norma che renderebbe illegittimo l’intero procedimento.

Subito dopo però mi sorge un dubbio: ma se è stato il Ministero a rilevare un’illegittimità tale da richiedere alla ditta la ripubblicazione, sicuramente molti giorni prima rispetto alla mia telefonata, perché non hanno oscurato il progetto sul sito ministeriale traendo in errore me e i cittadini, facendo pensare che la scadenza era ancora il 10 maggio?

Lo chiedo. Non mi sa rispondere. Si aggrappa ad una riga sul sito del Ministero. Guardi, c’è scritto “verifica amministrativa“.

Schermata del 2015-05-09 19:45:18

Io le rispondo che non vuol dire nulla, che quell’ulteriore pagina del sito continua a riportare il 10 maggio e che solo con la palla di vetro o hackerando il suo computer avrei potuto immaginare che era quello il problema, rispetto a mille altri che possono essere rilevati (la mancanza di un documento; del versamento per la pratica ecc).

Non mi convinco. Stiamo parlando, alla fine, di progetti da milioni di euro. Aggiunge “non si preoccupi“. Io le spiego che non è normale che i cittadini vadano sul sito del Ministero e trovano 10 maggio e poi devono leggere Il Centro (conoscendo tutte le norme in materia) per iniziare a pensare che forse la scadenza è diversa.

Inoltre, le dico che una telefonata è una telefonata mentre il sito fa testo e che, nel caso fossero sorti problemi, uno che fa, deve ricorrere al TAR pagando migliaia di euro?

Lei mi dice “noi siamo dalla parte dei cittadini“. Io le rispondo “vedendo cosa sta uscendo dalla commissione VIA non mi sembra…“. Lei si inalbera. Io le dico che i cittadini non hanno tempo da perdere.

In ogni caso alla fine le consiglio almeno per la prossima volta di oscurare il sito immediatamente. Chiudo la telefonata.

Ci penso un po’. Queste sono le osservazioni che abbiamo inviato…tre giorni prima della pseudo-scadenza!

Lettera_Osservazioni_Progetto_Verticchio_08_05_2015

Non si sa mai…

P.S.1: mi dicono che Il Centro, il principale giornale abruzzese, in Molise non viene distribuito da qualche tempo. La legge prevede che la pubblicazione dell’avviso avvenga su un giornale locale! L’ho fatto notare durante la telefonata, la funzionaria mi dice “veramente, pure questo?!

P.S.2: questa procedura fino al 2014 sarebbe stata di competenza della Regione Molise. Con il Decreto Sblocca/Sporca Italia la VIA dei pozzi in terraferma è ora passata al Ministero dell’Ambiente. Avete capito perché…?

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