I NUOVI GASDOTTI TRA MARCHE, ABRUZZO E MOLISE, A SERVIZIO DI TRIVELLE E STOCCAGGI. UN’UNICA STRATEGIA CHE VOGLIONO IMPORCI DALL’ALTO.

Un groviglio di grandi gasdotti che prolifera attorno a stoccaggi e pozzi caratterizzerà Abruzzo, Marche e Molise?

La recente esplosione del gasdotto Bussi – Cellino a Pineto ha attirato l’attenzione sui metanodotti e sui pericoli ad essi collegati.

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Pochissimi cittadini di Marche, Abruzzo e Molise sanno che in queste regioni si sta concretizzando un vero e proprio piano di esproprio e asservimento dei territori a favore di una strategia voluta da petrolieri e affini che può essere così riassunta: a noi i rischi, a loro i profitti (qui sotto una foto dell’incidente di Pineto tratta da facebook, Guglielmo Di Camillo).

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Hanno deciso di farci diventare un “Hub europeo mediterraneo del gas” (cioè una piattaforma logistica dove estrarre o ricevere il gas che queste società rivenderanno al nord Europa).

Un piano che vede interconnessi questi nuovi grandi metanodotti con i pozzi che vogliono trivellare sul nostro territorio e i grandi stoccaggi sotterranei da centinaia di milioni di mc, tra quelli esistenti, come Cellino e Treste in Abruzzo, e quelli in progetto, come Sinarca – in Molise, S. Martino sulla Marrucina – Poggiofiorito in Abruzzo, S. Elpidio e S. Benedetto nelle Marche.

Fantasie?

Lo scrive nero su bianco nel suo Piano di Sviluppo decennale Gasdotti_Italia__piano_di_sviluppo_decennale_29052014 la società Gasdotti Italia (di proprietà di un fondo d’investimento con sede a Londra) che con SNAM ha in concessione la Rete nazionale dei gasdotti (nella mappa della rete nazionale dei gasdotti, in rosso la rete SNAM; in blu la Gasdotti Italia; tratteggiati i nuovi gasdotti in progetto).

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La Rete nazionale dei Gasdotti viene approvata con Decreto direttoriale (sic!) del Ministero dello Sviluppo Economico (l’ultimo aggiornamento è qui: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/normativa/decreti-direttoriali/2029576-decreto-direttoriale-11-novembre-2013-aggiornamento-rete-nazionale-gasdotti).

Un piano che non è stato deciso democraticamente e che non è stato assoggettato a Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) come previsto dalla Direttiva 42/2001/CE. La VAS permetterebbe la partecipazione dei cittadini al procedimento che prevede scelte importanti sul futuro dell’ambiente in cui vivono.

Il Ministero dello Sviluppo Economico incredibilmente sostiene che la SNAM non deve fare la Valutazione Ambientale Strategica del suo piano.

A parte che TERNA deve assoggettare a V.A.S. il proprio “Piano degli Elettrodotti” pur essendo una S.p.a. come SNAM, il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Ambiente dimenticano che è lo stesso Decreto di aggiornamento della rete che dovrebbe essere assoggettato a V.A.S.

Giusto per far capire che ci troviamo davanti ad una gravissima inadempienza da parte dei ministeri, qui trovate la comunicazione al Parlamento del Governo inglese sul loro piano dei gasdotti e oleodotti  (vas_gasdotti1941-nps-gas-supply-oil-en4). Ho evidenziato il paragrafo dove dicono che loro fanno sia la Valutazione Ambientale Strategica sia la Valutazione di incidenza (perché evidentemente la loro rete interessa i siti naturali di valore europeo della Rete Natura2000; anche i nostri gasdotti passano dentro decine di siti ma evidentemente i due ministeri preferiscono far finta di niente!).

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La V.A.S. è importante non solo perché garantisce la partecipazione del pubblico ma anche per approfondire il tema del cumulo degli impatti sui territori e quello del rapporto costi/benefici.

Torniamo alla strategia dei petrolieri e dei loro sodali.

Qui trovate l’estratto del documento dove Gasdotti Italia chiarisce la loro strategia generale, quella volta a costruire l’hub del gas, collegando produzione (alias trivelle) e stoccaggi con nuovi metanodotti.

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Il documento, per maggior chiarezza, include anche la mappa degli stoccaggi esistenti e in progetto.

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I NUOVI GASDOTTI DEL PIANO IN ABRUZZO, MARCHE E MOLISE

Facciamo un focus sui casi concreti.

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Attualmente sono in fase avanzata di progettazione quattro nuovi grandi gasdotti della Rete nazionale dei Gasdotti:

-il Sulmona – Foligno (SNAM), con Valutazione di Impatto Ambientale nazionale favorevole rilasciata il 07/03/2011 (http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/154);

-il Recanati – Foligno (SNAM), con Valutazione di Impatto Ambientale nazionale approvata lo scorso 3 marzo 2015 (http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/297);

-il Cellino – San Marco (Gasdotti Italia) – II tronco, con Valutazione di Impatto Ambientale regionale (Abruzzo e Marche) già approvata il 20/11/2011 dalla Regione Abruzzo e nel 2013 dalla Regione Marche (http://www.regione.abruzzo.it/xambiente/index.asp?modello=schedaIntervento&servizio=xList&stileDiv=mono&template=default&b=via&b=via841&tom=841);

-il Larino – Chieti (Gasdotti Italia), con Valutazione di Impatto Ambientale regionale (Abruzzo e Molise) in corso (http://ambiente.regione.abruzzo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=792:metanodotto-larino-chieti-dn-600-dp-75-bar&catid=4:procedura-via&Itemid=2);

Sono grandi gasdotti che non servono la rete di distribuzione locale (tranne una parte del Recanati – Foligno; questo progetto prevede lo smantellamento dell’esistente e quasi il raddoppio del diametro della condotta da 60 centimetri a 105 cm).

Mentre sul progetto di gasdotto Sulmona – Foligno c’è molto dibattito e un’opposizione feroce da parte dei comitati, i due metanodotti proposti da Gasdotti Italia stanno ricevendo poca attenzione nonostante siano elementi chiave della strategia che ci vogliono imporre.

Per questo vi propongo un approfondimento.

CELLINO – SAN MARCO (Gasdotti Italia)

Il gasdotto interessa 17 comuni tra Marche e Abruzzo. Sui siti istituzionali si trova pochissimo, solo la sintesi non tecnica presentata al VIA della Regione Abruzzo (Cellino_san_marco_sintesi_non_tecnica_5650001RAA401)

Cellino_san_marco

Nel 2011, regnante il mega-dirigente Antonio Sorgi, i documenti progettuali non venivano pubblicati integralmente e bisognava andare a L’Aquila per la consultazione….solo grazie alle nostre proteste dal 2013 gli elaborati progettuali dei progetti che vanno a V.I.A. vengono pubblicati.

Il gasdotto risulta aver ricevuto parere di compatibilità ambientale sia dalla Regione Abruzzo che dalla Regione Marche.

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Dei due pareri sono riuscito a trovare solo quella della Regione Marche.

Cellino_regione_marche_determina_prima_pagina Cellino_regione_marche_determina_seconda_pagina Cellino_regione_marche_determina_terza_pagina

Molto interessante la scheda tratta dal Piano di Sviluppo di Gasdotti Italia.

Si parla esplicitamente del collegamento tra questo gasdotto e gli stoccaggi in progetto (S. Benedetto di GAS-PLUS, S. Elpidio a Mare di Edison Stoccaggio)

Cellino_san_marco_piano_gasdotti_stoccaggi_scheda_san_marco

Il metanodotto guarda caso passa nel permesso di ricerca S. Maria Goretti dove è stata appena presentata dalla società Apennine Energy la richiesta per trivellare un pozzo esplorativo (http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/1515) a Ripatransone (AP).

LARINO – CHIETI

Ho già trattato il Larino – Chieti in un altro articolo su questo blog (https://augustodesanctis.wordpress.com/2015/01/03/il-metanodotto-larino-chieti-a-noi-rischi-costi-ed-espropri-a-loro-i-profitti/). Qui mi interessa pubblicare la scheda tratta dal Piano di Sviluppo di Gasdotti Italia in cui si parla esplicitamente della connessione del progetto con lo stoccaggio di S. Martino sulla Marrucina (Poggiofiorito stoccaggio, GAS-PLUS).

cellino_piano_gasdotti_larino

IL QUINTO GASDOTTO, IL SAN MARCO – RECANATI

Nel documento di Gasdotti Italia si prospetta la realizzazione di un quinto gasdotto, il San Marco – Recanati, che farebbe convergere la rete di Gasdotti Italia (che collegherebbe come detto pozzi e stoccaggi) nella rete SNAM.

cellino_piano_piano_scheda_recanati

CONCLUSIONI

Diversi enti locali stanno approvando come se nulla fosse i progetti per questi metanodotti (ad esempio, Teramo), senza comprendere qual è la strategia generale. Magari sono enti che dicono a parole di volersi opporre alla deriva petrolifera, come se un pozzo potesse rimanere sganciato da un gasdotto o da un oleodotto!

Una strategia che, tra l’altro, impoverisce i cittadini visto che è pagata dai denari versati con le bollette per servizi di cui non usufruiremo, oltre al danno al territorio occupato da infrastrutture pericolose.

Dobbiamo comprendere quali sono le strategie generali e procedere a bloccare i singoli tasselli per smontare il puzzle che lo Sblocca Italia vuole comporre sulle nostre teste, a base di inquinamento, rischi ed espropri.

Per questo è fondamentale bloccare questi nuovi metanodotti e gli stoccaggi e opporsi al Decreto Sblocca/Sporca Italia che con le sue regole anti-democratiche vuole spazzare via ogni diritto dei cittadini a decidere sul futuro della loro terra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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