L’ACQUA ABRUZZESE A PREZZO DI SALDO – DALL’ESPROPRIO “PROLETARIO” A QUELLO “PROPRIETARIO”

Leggevo il bando della Regione Abruzzo per lo sfruttamento delle sorgenti di Canistro (fonte Sponga) per imbottigliamento, terme ecc. http://www.regione.abruzzo.it/portale/index.asp?modello=avvisoSing&servizio=le&stileDiv=sequence&template=default&tom=3258&b=avviso

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La “gara” verrà vinta da chi offre “l’offerta più vantaggiosa” per la Regione (cioè per noi).

Uno quindi immagina un’asta al rialzo sui soldi, chi offre di più alla regione vince.

Direte: evviva, finalmente la comunità ci guadagna valorizzando economicamente il patrimonio pubblico con una bella asta al rialzo (ammesso e non concesso che siamo favorevoli in senso generale all’imbottigliamento delle acque…io no, tranne che per pochi casi collegati all’uso terapeutico)!

Leggendo il bando rimarrete delusi!

Infatti la gara si farà non su rilanci sul canone da versare a favore della collettività ma sui soliti vantaggi generici da valutare da parte di una commissione, tipo “qualità degli strumenti di captazione”, “esperienze pregressa dell’azienda”, “qualità del progetto di sfruttamento” ecc.

LA PARTE RELATIVA AL DENARO DA VERSARE E’ FISSA PER TUTTI, CHIUNQUE VINCA!

Infatti mi cade l’occhio su quello che è uno scandalo più volte denunciato in Italia e in Abruzzo e, cioè, i canoni irrisori che un’azienda deve pagare per sfruttare un bene pubblico come l’acqua.

Schermata da 2015-03-12 11:39:10

Chi vincerà la gara dovrà pagare 4 euro ogni mille litri tenendo conto solo quelli imbottigliati (si consideri che una quota dell’acqua captata viene persa nel ciclo produttivo), cioè 4 millesimi di euro a litro. A questo bisogna aggiungere una quota fissa di 2892,16 euro annui per la concessione (stiamo parlando di oltre 60 ettari).

Ma non basta. Se il concessionario firma accordi in cui concede alla comunità abruzzese la promessa di non licenziare (ma non di assumere!) avrà pure uno sconto di 0,30 centesimi ogni 1000 litri.

Schermata da 2015-03-12 11:58:36

Il costo della “materia prima” grava quindi tra l’1 e il 2% sul costo finale del prodotto, tenendo conto del prezzo medio di un litro di acqua imbottigliata al supermercato. Cioè stiamo letteralmente regalando il patrimonio pubblico italiano ed abruzzese. Un bene che è della collettività la diamo praticamente gratis ad un privato che ce la rivende ad un prezzo moltiplicato per 100! BRAVI!

Una volta si parlava di “esproprio proletario”, ora si dovrebbe parlare di “esproprio proprietario”, visto che stiamo parlando dell’utilizzo di un bene comune che stiamo praticamente regalando ad un privato per 30 anni.

Grazie ad http://www.abruzzoindependent.it per la segnalazione dell’avviso!

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