CAVO TERNA MONTENEGRO-PESCARA. SU UNA GRANDE OPERA (INUTILE) L’IMPIETOSO CONFRONTO ITALIA-RESTO D’EUROPA SU TRASPARENZA E AMBIENTE.

Mi segnalano che sono partiti i lavori sulla spiaggia di Pescara per la realizzazione dell’elettrodotto in corrente continua di TERNA che collegherà il Montenegro con l’Italia, sbarcando appunto a Pescara per proseguire verso la centrale di Cepagatti, attraverso il comune di S. Giovanni Teatino (ringrazio Massimo Di Renzo per l’immagine).

Il cavo è lungo circa 400 km ed è in larga parte sottomarino.

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E’ una grande opera, quella di Terna, dal valore di centinaia di milioni di euro (per chi la realizza), frutto di un accordo internazionale piuttosto tormentato. Anche Report ha dedicato una puntata al caso, con risvolti veramente sconcertanti dal punto di vista degli interessi in gioco. I 30 minuti della trasmissione sono a questo link http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-4bbfdc78-c99f-4341-a233-3723e00c78a0.html

La procedura di autorizzazione non ha comportato alcuna procedura di valutazione ambientale, né quella di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) né quella di Valutazione di Incidenza. Quest’ultima si svolge per prevenire l’eventuale interferenza sui Siti di Interesse Comunitario, anche su siti esterni al percorso che però possono essere coinvolti indirettamente. Ad esempio, per posare i cavi si fanno dei rilievi di dettaglio del fondo marino. Se si usano i potenti sonar multi-beam il disturbo sui cetacei può essere arrecato a decine di chilometri di distanza. Sono stati usati in questo caso? Se avessero fatto la Valutazione di Incidenza oggi questa informazione sarebbe disponibile e valutabile.

Oggi però mi voglio occupare della questione della trasparenza su quest’opera e sulla reale possibilità per i cittadini dio partecipare al procedimento amministrativo prima che le scelte vengano fatte, come prevede la Convenzione di Aarhus, in particolare l’Art.6 comma 2 (http://www.unece.org/fileadmin/DAM/env/pp/documents/cep43ital.pdf), che si applica a tutte le opere che possono avere un potenziale impatto sull’ambiente, comprese le opere che non devono essere assoggettate a Valutazione di Impatto Ambientale.

Questi cavi vengono realizzati in diverse parti del mondo. Cosa accade in quei paesi?

Ogni volta che si presentano questi casi, per farmi un’idea, mi metto a cercare in inglese su google.

Il confronto è impietoso.

Il comune di Pescara qualche giorno fa, a Decreto di Autorizzazione concesso dal Ministero dello Sviluppo nel 2011 (http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/normativa/Decreto%20EL_189_148_2011.pdf), ammette di non avere il progetto esecutivo.

Terna, qualche anno fa, dedica una paginetta del suo sito per rispondere ad alcune critiche arrivate dai cittadini (http://www.terna.it/LinkClick.aspx?fileticket=85406).

Poi vai in nord-Europa e scopri che per l’interconnessione Belgio-Francia- Inghilterra, il Nemo-link (il consorzio che dovrà realizzare queste opere), c’è un intero sito WEB dedicato, in tre lingue (olandese, francese e inglese).

Hanno fatto la Valutazione di Impatto Ambientale integrale volontaria, un volumone di 400 pagine dettagliatissimo, che tutti possono scaricarsi ed esaminare. Ovviamente con fase di partecipazione del pubblico.

Il link è questo, guardare per credere: http://www.nemo-link.com/

Schermata da 2015-02-03 10:31:41

In Scozia, per il Western Link, chiunque può scaricarsi diversi documenti dalla pagina dedicata (http://www.westernhvdclink.co.uk/documents.aspx) tra cui un bel “summary report” dal titolo “Environmental appraisal summary report” con tutti i principali dati (dal link http://www.flintshire.gov.uk/dominoimgs/tranplan/planup.nsf/0/3E614505C076775180257999003F50DA/$file/049136PDF.PDF)

E’ scaricabile anche lo screening per la Valutazione di Incidenza Ambientale!

Hanno fatto le consultazioni pubbliche PRIMA di autorizzare l’opera, come si evince da questo schema.

Schermata da 2015-02-03 10:34:28

Così da 2500 km di distanza, senza muovermi da casa, dopo trenta secondi di ricerca, posso vedere il percorso completo del cavo, studiarmi i dettagli costruttivi ecc.ecc. e farmi un’idea di un’opera che non mi toccherà in alcun modo…(anche se sono cittadino del mondo!).

Schermata da 2015-02-03 10:14:45

Per la mia città, a 700 metri da casa, NO!

Devo supplicare gli enti e partecipare a 5-6 assemblee di cittadini dove l’unico Comune che sta cercando di informarli attivamente, S. Giovanni teatino, mi fa vedere la mappa ufficiale che hanno loro sul percorso, più o meno uno schizzo dove a malapena si capisce dove passa l’opera. Ovviamente nulla è pubblico e scaricabile online, se non il decreto autorizzativo (ci mancherebbe) dove però non sono consultabili mappe, dettagli costruttivi ecc.. Manca…il progetto!

Per avere dal comune di Pescara qualcosa, una trentina di pagine sulla concessione demaniale, è stato necessario un accesso agli atti.

Provate a mettere su google Cavo Tivat-Montenegro. vedete se vi esce una qualche mappa ad una scala decente!

Si parla tanto di spread, di sindrome NIMBY ecc.ecc. Solo chiacchiere inutili.

Questa è la realtà delle grandi opere all’italiana, noi “indigeni” siamo trattati a perline colorate come esseri di serie C.

 

 

 

 

 

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