I CANTIERI TERNA “ANNEGANO” PER LA PIENA DEL PESCARA. IN ITALIA TANTA RETORICA, INUTILE COME LE GRANDI OPERE

Oggi abbiamo dedicato a Pescara una conferenza sui cantieri dell’elettrodotto “Villanova – Gissi” di TERNA andati sott’acqua per una modesta piena del Fiume Pescara. Un’opera che è stata valutata a livello nazionale dal Ministero dell’Ambiente ed autorizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico.

In Italia ad ogni alluvione tutti a stracciarsi le vesti. Sfilate di politici, funzionari e amministratori davanti alla telecamere che parlano di prevenzione. Una retorica insensata perché poi si autorizzano opere inutili in aree a rischio. Come se nulla fosse.

10945799_10200278691166886_422091669876199248_o

Certo, se pensi di costruire una grande opera inutile a 10 metri dall’alveo di magra di un fiume, poi non ci si può sorprendere se vanno sott’acqua dopo due gocce di pioggia.

Mappa_Rischio_Pescara_sostegni_bassa_risoluzione

Quest’immagine mostra i sostegni a rischio alluvione lungo il fiume Pescara secondo le mappe presentate dal proponente Abruzzo Energia (il progetto è stato poi preso da TERNA ad autorizzazione concessa). Le aree blu a diverse gradazioni corrispondono alla classificazione del rischio secondo le mappe della regione. Tutto autorizzato dal Ministero dell’Ambiente nella Valutazione di Impatto Ambientale e dall’Autorità di bacino della Regione Abruzzo.

Mappa_rischio_Sinello_bas

Qui sopra i piloni localizzati nelle aree a rischio frana (rosso e ocra) e a rischio alluvione sul Sinello.

  Mappa_rischio_sangro_bas

Qui sopra i piloni localizzati nelle aree a rischio alluvione sul Sangro.In tutto 55 sostegni su 151 da realizzare in aree a rischio, anche su frane attive. Qui sotto l’articolo de Il Centro del 2008 dedicato alla frana attiva di Guardiagrele su cui vogliono realizzare un sostegno, il 76.FranaQui il video dei cantieri come si presentavano il 24 gennaio 2015.https://www.youtube.com/watch?x-yt-cl=84503534&v=RBt2Q41H3xw&feature=player_embedded&x-yt-ts=1421914688

Qui sotto la photo-gallery.

L’area dove dovrebbe sorgere il sostegno 09.

Sostegno_09_area_allagata_bas

L’area dove dovrebbe sorgere il sostegno 10.

Sostegno_10_area_allagata_bas

L’area picchettata del sostegno 15. Si noti il fiume scorrere, anche sul tondino di uno degli angoli che a malapena sporge dall’acqua

  Sostegno_15_quadrato_meta_acqua_bas Sostegno_15_tondino_angolo_sporge_corrente_bas

Nell’area dove dovrebbe sorgere il sostegno 16 scorreva il fiume…

Sostegno_16_area_allagata_bas

Vista dal ponte delle fascine sull’area del sostegno 16.

Sostegno_16_dal_ponte_fascine_bas

L’area dove dovrebbe sorgere il sostegno 18

Sostegno_18_area_allagata_bas

Il cantiere 19 raggiunto dai gabbiani, gli unici che potevano avvicinarsi (senza un gommone).

Sostegno_19_cantiere_allagato_e_gabbiani_bas

Un particolare del cantiere 19

 Sostegno_19_cantiere_allagato_particolare_bas

 L’ingresso del cantiere 20.

Sostegno_20_ingresso_cantiere_allagato_bas

 Il cantiere 20, con lo scavo trasformato in piscina.

Sostegno_20_cantiere_allagato_bas

 Il lato monte del cantiere 20 e i materiali parzialmente sommersi.

Sostegno_20_materiali_sotto_acqua_tre_basSostegno_20_materiali_sotto_acqua_basSostegno_20_materiali_sotto_acqua_due_bas

 La strada di cantiere (o, per meglio dire…la via d’acqua) di collegamento tra il cantiere 19 e il 20.

Sostegno_20_strada_cantiere_allagata_bas

Il comunicato di comitati ed associazioni.

Comitato No Stoccaggio S. Martino sulla Marrucina, Forum Abruzzese Movimenti per l’Acqua, CAST Comitato Ambiente Salute e Territorio, Nuovo Senso Civico, Comitato No Elettrodotto Cepagatti, Comitato No Elettrodotto Casalincontrada, Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS, Zona22.

COMUNICATO STAMPA DEL 26 GENNAIO 2015

I CANTIERI TERNA VANNO SOTT’ACQUA.

CLAMOROSE LE IMMAGINI FOTOGRAFICHE E VIDEO DEI CANTIERI ALLUVIONATI DELL’ELETTRODOTTO IN COSTRUZIONE VILLANOVA – GISSI.

55 SOSTEGNI SU 151 IN AREE A RISCHIO IDROGEOLOGICO: SE QUESTA È UN’OPERA PUBBLICA…

IL PARADOSSO: GRAZIE ALL’OPPOSIZIONE DEI CITTADINI ALL’INSTALLAZIONE DI UN CANTIERE EVITATI ULTERIORI DANNI.

COMITATI ED ASSOCIAZIONI: FERMARE TUTTO PRIMA CHE ACCADA L’IRREPARABILE.

I cantieri Terna per l’elettrodotto Villanova – Gissi sono andati sott’acqua!

Venerdì sera e sabato mattina il Fiume Pescara ha letteralmente sommerso diversi cantieri dell’elettrodotto in provincia di Pescara e occupato aree in cui presto dovrebbero iniziare i lavori per altri sostegni. Video e fotografie raccolte sabato mattina sono inequivocabili, con scavi che sembrano diventati piscine, recinzioni divelte e strade di accesso ai cantieri che somigliano più a laghi.

Sono documenti clamorosi e impressionanti, soprattutto le immagini relative ad alcuni cantieri o siti non ancora approntati ma di futura installazione che non solo sono allagati ma risultano essere in piena corrente del fiume (come il n.15 e il n.16). Raggelante l’immagine relativa all’area del sostegno 15, posta a pochissimi metri dall’alveo normale del fiume e attualmente solo picchettata. Nelle immagini si vede l’apice del picchetto d’angolo sporgere di poco oltre il pelo dell’acqua, in piena corrente.

Sul sito che dovrebbe ospitare il sostegno 16, non ancora realizzato grazie all’azione dei proprietari e dei cittadini che si sono opposti all’occupazione, il fiume scorreva come un torrente. Arriviamo quindi al paradosso che Terna dovrebbe ringraziare quelli che allora ha definitivo “intrusi esagitati” perché se fosse stato aperto il cantiere sarebbe stato letteralmente travolto dalle acque.

Il cantiere del sostegno 19 era del tutto irraggiungibile, sommerso dall’acqua come la strada d’accesso. Inaccessibile, tranne per i gabbiani, che si vedono nelle foto volare attorno al cantiere!

Quello del sostegno 20, con tutti i materiali, risultava completamente allagato sotto più di mezzo metro d’acqua e lo scavo si presentava trasformato in una vasca d’acqua.

Tutto ciò è accaduto con una piena di modeste dimensioni. Inoltre quando siamo arrivati l’acqua era già iniziata a scendere, secondo quanto riportato dai residenti. Non osiamo immaginare cosa potrebbe accadere con un evento simile a quello del 1992 (che non fu neanche la più grave alluvione del Pescara mai registrata) o peggio.

Purtroppo quello che appare già di inaudita gravità è in realtà solo la punta dell’iceberg. Infatti più di un terzo (55 su 151 sostegni) di questa grande opera inutile è localizzato in aree classificate a rischio idrogeologico. Piloni a rischio esondazione dovrebbero essere costruiti non solo sul Pescara ma anche sul Sangro e sul Sinello. I 55 sostegni a rischio ricadono in aree appartenenti nelle seguenti categorie di rischio secondo la classificazione ufficiale delle mappe del rischio regionali (PSDA e PAI):

PERICOLOSITA’ ESONDAZIONE

8 in aree a pericolosità molto elevata (P4),

4 in aree a pericolosità elevata (P3),

2 in aree a pericolosità moderata (P2)

4 in aree a pericolosità moderata (P1)

Subtotale 18

PERICOLOSITA’ FRANA

4 in aree a pericolosità molto elevata

31 in aree a pericolosità elevata

2 in aree a pericolosità moderata

Subtotale 37

Per quanto riguarda il rischio frane sottolineiamo che i 4 sostegni nelle aree più a rischio saranno realizzati su frane attive, cioè che si stanno muovendo! Una di queste comportò qualche anno fa l’evacuazione di diverse abitazioni con gravissimi danni e l’intervento della protezione civile e ampia eco sui giornali. Proprio lì, a Guardiagrele, piazzeranno il sostegno 76! Ben 31 sono su frane attualmente quiescenti ma potenzialmente riattivabili, secondo le analisi ufficiali.

In un paese che smotta e si allaga ad ogni pioggia, causando lutti e distruzioni, ci si chiede come sia possibile progettare in questo modo infrastrutture che, anche senza ipotizzare le situazioni più critiche come i crolli, teoricamente dovrebbero funzionare in primis nelle situazioni di emergenza. In caso di black-out su questo settore dell’opera, con pioggia battente e il fiume in piena, come si andrà a svolgere i lavori d’urgenza sui piloni in piena area alluvionale? Tra le onde impetuose del fiume magari di notte?

Ci chiediamo se sia normale in un paese civile procedere in questo senso, quando la vicina Regione Marche con delibera del 2008 ha inserito, tra le aree di esclusione, proprio le aree con pericolosità elevata o molto elevata. Dopo quanto accaduto recentemente in Liguria e in Lombardia, crediamo sia indifferibile ripensare la compatibilità geologica di localizzazione di opere che teoricamente sarebbero di pubblica utilità in zone con così forti dissesti. Tra l’altro aumentare la pressione antropica su tali aree così vulnerabili, determina l’aumento del rischio sia diretto che indiretto, su altri manufatti (come case, strade, come l’autostrada Pescara – Roma che ha i sostegni in questione a pochissimi metri).

Ci si chiede come sia stato stato possibile autorizzare tutto ciò? Non pensare, tra l’altro, che per costruire l’opera bisognava lavorare in aree a rischio impiantandovi i cantieri. Purtroppo si tratta dell’ennesima conferma che in Italia ci si strappa le vesti ad ogni evento luttuoso per poi far finta di nulla e continuare a persistere negli errori; puntualmente le prime opere ad andare sott’acqua sono proprio quelle che hanno tutte le autorizzazioni.

Riteniamo che la Regione Abruzzo, titolare delle competenze sull’Autorità di Bacino, e il Ministero dell’Ambiente, responsabile della Valutazione di Impatto Ambientale, debbano immediatamente revocare in auto-tutela le autorizzazioni rilasciate.

I Comitati e le Associazioni, come al solito, avevano già lanciato l’allarme per tempo con note scritte. Ora, come sempre, abbiamo la riprova. Prima che accada l’irreparabile si chiede a tutti coloro che hanno delle responsabilità, dirette o indirette, eventualmente anche alla Magistratura, di intervenire. Per accertare se tutto ciò possa essere in regola.

Annunci

Una risposta a “I CANTIERI TERNA “ANNEGANO” PER LA PIENA DEL PESCARA. IN ITALIA TANTA RETORICA, INUTILE COME LE GRANDI OPERE

  1. Pingback: I CANTIERI TERNA “ANNEGANO” PER LA PIENA DEL PESCARA. IN ITALIA TANTA RETORICA, INUTILE COME LE GRANDI OPERE - No Elettrodotto 380 kV Villanova - GissiNo Elettrodotto 380 kV Villanova – Gissi·

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...