IL METANODOTTO LARINO-CHIETI. A NOI RISCHI, COSTI ED ESPROPRI, A LORO I PROFITTI!

SPUNTA IL METANODOTTO DELLE POLEMICHE (LARINO-CHIETI-PIANELLA)
L’articolo de Il centro di oggi 3 gennaio 2015.

Stesso tracciato dell’impianto Villanova-Gissi. De Sactis: non rifornirà gas alla Regione ma lo pagheranno gli abruzzesi.

Spunta il metanodotto delle polemiche
di Francvesco Blasi
SAN MARTINO SULLA MARRUCINA Dopo la centrale di stoccaggio del gas spunta il metanodotto Pianella-Larino, che da progetto percorre su un binario parallelo lo stesso tracciato dell’elettrodotto Villanova-Gissi. Lunghezza di 111 chilometri su una condotta da 60 centimetri, è un’opera di iniziativa privata che però verrà addebitata anche sulle bollette degli abruzzesi nonostante non sia ancora chiaro se vi viaggerà gas destinato all’approvvigionamento regionale. «Anche la nuova via del metano sarà estranea, come l’elettrodotto», chiarisce Augusto De Sanctis, a capo del Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, «agli interessi dell’Abruzzo visto che il gas da stoccare e immettere nella via metanifera dai depositi sotterranei ad alta pressione, come quello della Gas Plus a Colle di Paolo di San Martino, non ha nulla a che fare con la rete Snam che dalla dorsale adriatica rifornisce la nostra regione. Il metano verrà trasportato», aggiunge De Sanctis, attivista nelle battaglie per la qualità dell’acqua e contro l’inquinamento dei pozzi di Bussi, «sulla direttrice sud-nord dall’impianto “Sinarca” in Molise via Cupello, e quello molisano-abruzzese dovrebbe essere soltanto un segmento di una via che approvvigionerà zone del Nordeuropa, probabilmente la Germania». Ancora più complicato è lo schema finanziario del sistema metanifero privato che solcherà territori di grande pregio nelle vicinanze dei parchi nazionali abruzzesi, con un impatto del cantiere di 21 metri ai lati della condotta da moltiplicare per la lunghezza del tracciato interrato. «É almeno chiaro, per così dire», osserva De Sanctis, «che a capo dell’iniziativa c’è un fondo di investimenti con sede a Londra, la Eiser Infrastructure, attraverso un’impresa denominata Società gasdotti Italia (Sgi). Trattandosi di un fondo, è impossibile risalire ai soggetti che sono dietro l’opera, mentre è noto che si tratta di un’operazione a rischio di capitali zero visto che i costi saranno poi incorporati nella bolletta pagata dagli italiani». Le notizie sul metanodotto hanno aggiunto nuove ragioni alla battaglia che il consiglio unanime, del sindaco Luciano Giammarino (a capo di una mobilitazione dei sindaci del comprensorio per produrre una raffica di ricorsi contro lo stoccaggio a Colle di Paolo) combatte già da tempo contro i progetti di gassificazione del territorio martinese, un sistema paesaggistico imperniato sul pregio dell’ecosistema e sulle produzioni vitivinicole di fama internazionale.metanodottoilcentro3gennaio

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